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Come l’AI sta riscrivendo la SEO (e cosa resta all’intuizione umana)

Published by
Elena Arrisico

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la SEO, rendendo più rapida la produzione e l’ottimizzazione dei contenuti, ma l’intervento umano resta insostituibile.

È inutile dirlo: l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando profondamente il mondo della SEO. I motori di ricerca non si limitano più a leggere le parole chiave, ma riescono a comprendere l’intento dell’utente, il contesto e la qualità dei contenuti. Ci sono, inoltre, strumenti – come ChatGPT, solo per citare il più famoso – che permettono di creare degli articoli ottimizzati, trovare parole chiave, analizzare i trend e generare contenuti efficaci sotto diversi punti di vista.

Anche piattaforme come WordPress integrano dei plugin che si basano sull’intelligenza artificiale. È chiaro che l’AI sta diventando sempre più importante nella SEO. Cosa resta all’intuizione umana? È lecito domandarselo. Scopriamo, quindi, come l’AI sta riscrivendo la SEO.

Contenuti creati dall’AI: vantaggi e rischi per la SEO

Sebbene sembri che l’intelligenza artificiale stia prendendo il sopravvento, è anche bene ricordare che la creatività e la capacità di raccontare delle storie emozionando non possono essere replicate dall’AI. Scrivere è un’arte e bisogna saperlo fare per emozionare o persuadere gli utenti che leggono. È vero, però, che l’AI offre degli strumenti interessanti per creare dei contenuti velocemente o avere degli ottimi spunti. È consigliabile, però, tenere bene a mente sia i vantaggi che i rischi per la SEO, quando si parla di contenuti creati dall’AI.

Contenuti creati dall’AI: vantaggi e rischi per la SEO – SOS-WP.it
  1. Ottimizzazione dei contenuti: l’intelligenza artificiale può suggerire titoli, meta descrizioni e parole chiave ad alto potenziale, perché è in grado di analizzare dati di ricerca e milioni di query.
  2. Analisi delle keyword: proprio a quest’ultimo proposito, riesce ad analizzare in modo veloce e preciso le parole chiave da utilizzare.
  3. Creazione di contenuti: ha la capacità di creare dei contenuti interessanti in poco tempo.
  4. Monitoraggio delle performance: può anche analizzare il traffico e suggerire come migliorare strategicamente.

Ci sono, però, dei rischi come quello di avere dei contenuti poco originali e ripetitivi, freddi e anche con imprecisioni o errori. L’intelligenza artificiale, infatti, può generare delle informazioni inesatte che solo l’occhio umano è in grado di riconoscere. AI Overview di Google, inoltre, risponde velocemente a tutte le domande degli utenti, evitando che questi clicchino sui link ordinati per rilevanza. Nonostante questo, però, è anche importante farsi trovare dai motori di ricerca e farlo usando titoli chiari e paragrafi brevi. L’approccio ibrido è, dunque, il migliore: l’AI può suggerire keyword e struttura di base di un articolo, ma sarà poi il lavoro di chi scrive a rendere il testo unico e di valore. Sì, l’AI sta riscrivendo la SEO rendendo certamente più veloce l’ottimizzazione dei contenuti, ma il contributo umano rimane imprescindibile. Scopri anche quali sono i migliori tool SEO gratis e come scrivere articoli SEO ed essere coinvolgenti.

Elena Arrisico

Appassionata da sempre di scrittura, lingue, animali, musica, serie TV e film, mi divido tra questi e altri interessi, cercando di fare delle mie passioni un lavoro e continuo oggetto di studio. Lavoro da anni come web writer e web content editor per alcune testate giornalistiche online. Laptop e smartphone racchiudono il mio mondo, mentre scrivo e divoro musica e serie TV in inglese tra una tazza di tè bollente e una fetta di pizza a casa. Colori, foglie che cadono e gocce di pioggia rendono l’autunno la mia stagione preferita, la magia del Natale mi fa sentire ancora bambina e il mare calma i miei pensieri. Vegan per gli animali, amo infinitamente il mio black dog Rocco. Il tempo può anche passare, ma dentro resterò per sempre una teenager che va ai concerti dei suoi cantanti preferiti!

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