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Le novità di Google I/O 2025: l’Intelligenza Artificiale, la ricerca e il futuro del web

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Marco Caccia

L’edizione 2025 del Google I/O ha confermato la centralità dell’Intelligenza Artificiale (AI) nella strategia di Google, presentando una serie di annunci significativi che avranno un impatto sull’intero ecosistema digitale.

@pexels


Come dichiarato dal CEO Sundar Pichai, l’obiettivo è rendere “più intelligenza disponibile per tutti”, con un’adozione dell’Intelligenza Artificiale che procede “più velocemente che mai”.

A differenza di altre realtà focalizzate sul traguardo dell’AGI (Artificial General Intelligence), Google punta sull’integrazione pervasiva dei suoi modelli AI nei servizi esistenti e nella ricerca, con l’ambizione di tornare a essere un costruttore di piattaforme, come lo fu alla fine degli anni Novanta con il suo motore di ricerca. Analizziamo i principali annunci e il loro impatto previsto.

L’evoluzione potenziata dei modelli AI Gemini: il motore dell’innovazione

Il cuore degli annunci AI del Google I/O 2025 è stato senza dubbio l’ecosistema Gemini. Google ha presentato Gemini 2.5 Pro, la versione più potente del suo modello, dotata di una modalità sperimentale chiamata “Deep Think” progettata per migliorare il ragionamento complesso.

Accanto a questo, è stato introdotto Gemini 2.5 Flash, un modello ottimizzato per velocità ed efficienza, ora predefinito per diverse applicazioni, e Gemini Live, che abilita interazioni vocali e visive in tempo reale tramite la fotocamera, incorporando le capacità di Project Astra.

Queste innovazioni mirano a rendere l’IA più proattiva, contestuale e capace di elaborazioni complesse, come dimostra l’aumento di oltre 300 punti negli Elo score rispetto alla prima generazione di Gemini Pro e la sua attuale leadership nella LMArena leaderboard. Google ha sottolineato anche i progressi infrastrutturali, come la settima generazione di TPU (Ironwood), che permettono di offrire modelli più veloci a costi decrescenti.

La potenza e la flessibilità dei nuovi modelli Gemini avranno un impatto diretto sulla creazione e l’ottimizzazione dei contenuti. Si prospettano strumenti di scrittura assistita ancora più sofisticati, capaci di generare testi complessi, effettuare analisi approfondite (Deep Research potenziata in Gemini 2.5 Pro), e persino creare contenuti multimodali.

Per chi ha un sito wrb, questo significa la possibilità di integrare (tramite plugin o API) funzionalità AI avanzate per migliorare la produzione editoriale, personalizzare l’esperienza utente e automatizzare compiti.

Come cambia la ricerca con l’AI: AI Mode, AI Overviews e Agenti Intelligenti

La Ricerca Google è al centro di una profonda evoluzione guidata dall’AI. Al Google I/O 2025 è stata annunciata l’introduzione di una “AI Mode” all’interno della Ricerca, che permette agli utenti di interagire direttamente con il chatbot Gemini. Questa modalità include funzionalità come “Deep Search” per ricerche più complesse e approfondite e strumenti di shopping assistito dall’AI.

Le AI Overviews, lanciate nel 2024, sono state estese a 200 paesi e 40 lingue, dimostrando un impatto positivo sull’engagement degli utenti. Particolarmente significativa è l’integrazione delle capacità “agentiche” di Project Mariner (ora “Agent Mode” in Gemini e Search), che consentono all’AI di compiere fino a 10 attività contemporaneamente sul web per conto dell’utente – dalla ricerca accademica all’acquisto di prodotti o alla prenotazione di servizi – il tutto sotto il suo controllo e con il suo permesso.

Anche Project Astra viene integrato in Search, permettendo interazioni basate su ciò che l’utente vede in tempo reale attraverso la fotocamera.

Questi cambiamenti richiedono un ripensamento delle strategie SEO. Diventa fondamentale non solo posizionarsi nei risultati tradizionali, ma anche essere una fonte autorevole per le AI Overviews e per le interazioni con gli agenti AI. La qualità, l’originalità, la profondità e l’E-E-A-T dei contenuti diventano ancora più cruciali, i dati strutturati saranno essenziali per aiutare l’AI a comprendere e utilizzare le informazioni del sito.

@pexels

Nuovi strumenti generativi AI per contenuti creativi e sviluppo

Google ha ampliato la sua suite di strumenti creativi basati sull’AI. È stato lanciato Flow, una nuova applicazione per la creazione di video che utilizza l’AI per generare clip da input testuali o immagini, permettendo di definire elementi narrativi con linguaggio naturale.

Sono stati presentati anche aggiornamenti significativi per Imagen 4, per una generazione di immagini ancora più realistiche, e Veo 3, che ora può creare video con audio integrato. Per gli sviluppatori, sono stati annunciati strumenti come “Stitch” per la generazione di interfacce utente e “Jules” come assistente di codifica, oltre ad aggiornamenti alle API di Gemini e la compatibilità con il Model Context Protocol (MCP) per migliorare l’interoperabilità tra agenti AI.

Personalizzazione avanzata e integrazione dell’AI nell’ecosistema Google

L’Intelligenza Artificiale di Google mira a diventare un assistente sempre più personale e proattivo. Al Google I/O 2025 è stato mostrato come, con il consenso dell’utente, Gemini possa utilizzare il contesto personale derivante dalle informazioni presenti nelle varie app Google (Gmail, Drive, Calendar, Maps, Keep, Tasks) per fornire risposte e supporto altamente personalizzati.

Un esempio è la funzionalità di risposte intelligenti personalizzate in Gmail, che può estrarre informazioni rilevanti da email passate o documenti in Google Docs per generare bozze di risposta che riflettono il tono e lo stile dell’utente. L’integrazione di Gemini si estende a Chrome per desktop e a tutto Workspace.

Anche le innovazioni nella comunicazione, come Google Beam (evoluzione di Project Starline) per videochiamate 3D immersive in collaborazione con HP, e la traduzione vocale in tempo reale su Google Meet (che preserva tono ed espressioni del parlante), indicano questa spinta verso esperienze più naturali e integrate.

Conclusioni: il meglio deve ancora venire

Le novità del Google I/O 2025 delineano un panorama in cui l’Intelligenza Artificiale non è più una tecnologia emergente, ma il tessuto connettivo dell’esperienza digitale. Ormai è essenziale comprendere queste trasformazioni, sperimentare con i nuovi strumenti e continuare a focalizzarsi sulla creazione di valore autentico per gli utenti.

Marco Caccia

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