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AI e copyright: chi possiede davvero quello che scrive una macchina?

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Elena Arrisico

La distinzione tra opere generate dall’uomo e dall’intelligenza artificiale si sta assottigliando, con diversi aspetti legali ancora da chiarire.

Con l’intelligenza artificiale che avanza, capita sempre più spesso che contenuti creativi – dalla scrittura alla musica, passando per i video – siano generati direttamente dalle macchine. Questo comportamento solleva un quesito che è impossibile non porsi: chi detiene davvero i diritti d’autore su quello che viene prodotto dall’IA?

Nel mondo digitale di oggi diventa, quindi, importante comprendere la questione del copyright legato all’intelligenza artificiale. Scopriamo di più su AI e copyright e su chi possiede davvero quello che scrive una macchina.

La proprietà intellettuale delle opere generate dall’intelligenza artificiale

Storicamente, la proprietà intellettuale è legata all’ingegno umano e alla creatività. È lecito chiedersi come funzioni ora che l’intelligenza artificiale ha fatto il suo ingresso nel processo creativo. Quando un testo, una foto o una canzone nascono da un algoritmo, a chi appartiene il lavoro? La legge del copyright è pensata per cercare di tutelare le opere nate dalla mente umana, con tanto di responsabilità e diritti che derivano proprio dalla creatività personale.

La proprietà intellettuale delle opere generate dall’intelligenza artificiale – SOS-WP.it

Per quanto riguarda l’AI, però, il ruolo dell’essere umano è più complicato. In questo caso, infatti, la persona fornisce un input e il sistema lo elabora, generando un contenuto. Come funziona, quindi, per quanto concerne la proprietà intellettuale delle opere generate dall’intelligenza artificiale? Alcuni Paesi stanno cominciando a esplorare queste tematiche regolamentando la nuova situazione. Certo è, però, che per gran parte quest’ultima resta, comunque, ambigua. Negli USA, ad esempio, l’US Copyright Office ha deciso che le opere nate da IA non possono essere registrate come creazioni originali.

Anche in Europa, viene riconosciuto esclusivamente a individui o enti, creando così un vuoto legislativo riguardo ai contenuti prodotti in autonomia dalle macchine. Sebbene il dibattito sollevi anche questioni etiche, ci sono realtà come OpenAI o Google che stabiliscono generalmente che i diritti d’autore appartengono all’utente che impiega l’IA per generare il contenuto. Tuttavia, dato che gli algoritmi vengono addestrati su insiemi di dati disponibili online, si apre – per l’appunto – il dibattito sulle possibili violazioni dei diritti di terzi. La questione rimane, quindi – per il momento – aperta. Scopri anche come usare l’AI per revisionare testi e trovare errori SEO e come può aiutarti AI Mode di Google con il tuo business.

Elena Arrisico

Appassionata da sempre di scrittura, lingue, animali, musica, serie TV e film, mi divido tra questi e altri interessi, cercando di fare delle mie passioni un lavoro e continuo oggetto di studio. Lavoro da anni come web writer e web content editor per alcune testate giornalistiche online. Laptop e smartphone racchiudono il mio mondo, mentre scrivo e divoro musica e serie TV in inglese tra una tazza di tè bollente e una fetta di pizza a casa. Colori, foglie che cadono e gocce di pioggia rendono l’autunno la mia stagione preferita, la magia del Natale mi fa sentire ancora bambina e il mare calma i miei pensieri. Vegan per gli animali, amo infinitamente il mio black dog Rocco. Il tempo può anche passare, ma dentro resterò per sempre una teenager che va ai concerti dei suoi cantanti preferiti!

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