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Cosa succede se blocchi l’accesso al tuo sito con il blocco geografico?

Published by
Valeria Poropat

Non si dovrebbe mai bloccare il traffico verso il tuo sito web, ma in alcuni casi potresti carezzare l’idea di utilizzare il cosiddetto blocco geografico, una tattica che viene implementata sui siti web per evitare che il traffico arrivi da determinati luoghi nel mondo.

Si tratta di un modo in cui puoi legittimamente tenere a bada per esempio i bot e lo spam ma, e lo vedremo, è qualcosa che va implementato con estrema cura ed estrema attenzione perché può potenzialmente avere ripercussioni negative sul ranking del tuo sito.

Diventa un po’ quindi come darsi la zappa sui piedi: mentre cerchi di fare in modo che il tuo sito non venga disturbato da bot e spam rischi di perderti anche il traffico degli utenti legittimi.

Vediamo allora che cos’è il blocco geografico, in quale circostanze può essere utile e come utilizzarlo al meglio.

Che cos’è il blocco geografico o geo-blocking?

Con il termine blocco geografico, che in inglese molto spesso viene indicato come geo-blocking, si indica quella tecnica per cui sul server viene creata una lista di luoghi, identificati attraverso gli indirizzi IP, per i quali viene negata la connessione.

Il risultato per l’utente finale che si trova in un Paese e cerca di visitare un sito su cui è attivo il blocco geografico è una schermata di errore in cui viene chiarito che l’accesso non è possibile nel Paese da cui proviene l’utente.

In alcune circostanze l’utilizzo del blocco geografico ha un suo valore: per esempio può essere utilizzato per essere in linea con quella che è la legge in una determinata regione geografica.

Un altro motivo può essere quello di instradare gli utenti verso la versione a loro dedicata dello stesso sito web su cui i prezzi sono indicati in una determinata valuta.

Un esempio lampante di blocco geografico è quello che succede se per esempio hai un abbonamento a Netflix o ad Amazon Prime.

Quello che è disponibile nel catalogo di Netflix nel nostro Paese, per esempio, non è disponibile nel catalogo Netflix di altri Paesi e viceversa.

Per quello che riguarda i siti web che non si occupano di streaming con librerie di contenuti da adattare alle diverse aree geografiche, il sistema del blocco geografico serve per esempio per evitare che il server su cui è ospitato un determinato sito web venga sovraccaricato.

Per esempio in caso di tentativi di attacchi brute force, di traffico dovuto ai bot e, aspetto da non sottovalutare, eventuali campagne di phishing.

Ci sono, purtroppo, nel mondo alcune regioni geografiche da cui provengono molti attacchi. E di solito questi Paesi sono quelli che finiscono nelle cosiddette liste nere.

La funzione del blocco geografico è quindi sostanzialmente una funzione di protezione.

Ora che abbiamo visto che cos’è entriamo più nel dettaglio e passiamo quindi alla risposta alla tua domanda: che succede al ranking se applichi un blocco geografico?

Il blocco geografico influenza il ranking nella SERP?

Per capire che questa domanda non è una domanda sciocca basta guardare al numero di richieste di chiarimenti riguardo questo aspetto specifico della gestione di un sito web che per esempio si trovano sulle piattaforme come Reddit oppure anche nel forum di Google.

Bloccare i bot che arrivano da alcuni Paesi del mondo potenzialmente può avere un impatto importantissimo mentre bloccare altri bot da altri Paesi potrebbe non avere un effetto visibile.

In linea generale non dovresti mai ricorrere al geo-blocking anche perché, seppure è vero che ci sono alcuni Paesi del mondo da cui sembrano provenire in massa bot e quindi traffico indesiderato, ci sono comunque utenti veri e reali anche in questi Paesi.

Utenti veri e reali che potrebbero avere interesse a leggere quello che scrivi o magari ad acquistare i tuoi prodotti. Altre situazioni potrebbero essere quelle di utenti che per esempio sono utenti italiani ma che si trovano per forza di cose in altri Paesi e cercano comunque di raggiungere un sito web che conoscono.

Se però pensi che sia comunque utile fare una scrematura di quelli che sono gli IP che possono raggiungere il tuo sito e quelli che invece devono essere tenuti a bada devi prestare attenzione a quali sono i Paesi che blocchi.

Perché se il blocco geografico non viene implementato correttamente rischia effettivamente di perdere posizioni nel ranking e quindi di scomparire dalla SERP.

Per evitare i problemi ciò che devi evitare di fare è bloccare il traffico che proviene dagli Stati Uniti. I bot di Google, che sono quelli più importanti per quasi tutti i siti web del mondo, arrivano infatti dagli Stati Uniti.

Non c’è modo, nel caso ti stessi chiedendo se è possibile permettere il traffico solo ai bot, di distinguere tra chi può e chi non può entrare sul tuo sito.

Secondo alcune teorie il blocco di alcuni Paesi può aiutarti a guardare meglio le statistiche che riguardano il traffico sul tuo sito web, ma anche noi, come altri, ci sentiamo di scoraggiare l’utilizzo del geo-blocking solo per avere delle statistiche più chiare.

È più facile utilizzare la Search Console di Google creando dei filtri appositi che escludono quei Paesi dai quali non pensi di ricavare traffico importante nel mostrarti i dati piuttosto che eseguire il blocco geografico vero e proprio.

Se il tuo problema è la sicurezza

Come abbiamo accennato prima, l’utilizzo del blocco geografico può avere anche un’utilità a livello di sicurezza. Ma se pensi che utilizzare il geo-blocking possa metterti effettivamente al riparo magari da attacchi che vengono portati contro il tuo sito web non stai probabilmente guardando alla questione dalla prospettiva più corretta e ampia.

La sicurezza di un sito web passa per tutta una serie di altri strumenti. Se sei preoccupato puoi anche rivolgerti ai nostri esperti.

Assicurarti semplicemente di non ricevere traffico dai Paesi che possono potenzialmente essere dannosi non ti aiuta ad avere un sito effettivamente sicuro. Quello che dovresti fare è quindi un’analisi degli strumenti che usi per mantenere il tuo sito in buona salute.

Valeria Poropat

Laureata in traduzione, Valeria adora da sempre la tecnologia in ogni sua forma e in particolare ai modi in cui la tecnologia può aiutare ad avvicinare le persone e stimolare la curiosità.

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