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State of the Word 2023, WordPress oggi e domani nelle parole di Matt Mullenweg

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L’edizione di quest’anno dello State of the Word è stata una edizione particolarmente importante. Perché è stato il momento in cui direttamente da Matt Mullenweg tutta la community di WordPress ha potuto vedere quello che ci sarà nel futuro della piattaforma oltre che fare un percorso per guardare indietro a ciò che è stato il 2023.

l'evento annuale di worpdress per la prima volta in europa
Hola, WordPress! L’evento annuale per la prima volta in Europa parla di presente e futuro (foto youtube/Wordpress) – sos-wp.it

Un anno che, nelle parole di Matt Mullenweg stesso, è stato estremamente ricco di avvenimenti. A partire dal ventesimo compleanno di WordPress. Anche soltanto guardare a questi numeri ci permette di capire quando WordPress abbia effettivamente cambiato il panorama di internet e sia riuscito a sopravvivere per ben vent’anni, qualcosa che, ed è stato sottolineato anche da Matt Mullenweg, non capita tutti i giorni soprattutto nell’ambito della tecnologia dove invece i progetti nascono e muoiono nel giro di pochi mesi.

Il 2023 è stato poi anche l’anno del progetto Openverse e del tool denominato Playground ma c’è molto ancora nel futuro e tra gli aspetti che sono stati toccati ci sono per esempio quello riguardo la migrazione, la collaborazione in tempo reale e le performance. E le IA.

Come è stato il 2023 di WordPress

L’intervento di Matt Mullenweg è durato circa una quarantina di minuti ed ha ripercorso il passato recente della piattaforma. Come già accennato, il 2023 è stato l’anno in cui WordPress ha spento 20 candeline. Di certo la piattaforma è adesso molto diversa rispetto al 2003 ma l’idea originale di libertà data dall’avere un luogo in cui poter costruire una propria identità e raccontarla è rimasta. Così come sono rimasti i momenti di aggregazione. Nel 2023 sono stati infatti organizzati 70 WordCamp. E a proposito di momenti di incontro vale la pena ricordare che lo State of the Word di quest’anno non si è svolto a New York ma in Spagna.

Scartabellando la sessione Q&A pubblicata sul blog di WordPress, abbiamo intravisto una risposta a una domanda che molti probabilmente si sono posti: gli State of the Word viaggeranno a livello globale d’ora in poi? A questa domanda Matt Mullenweg ha risposto con la sua proverbiale chiarezza ricordando che probabilmente le serie principali di questi eventi continueranno ad essere New York o San Francisco “ma potremmo occasionalmente diventare internazionali qualora un Paese stia veramente viaggiando come un treno nel creare una grandiosa comunità locale, come è successo alla Spagna nel corso degli ultimi due anni“.

Continuando con il recap del 2023, quest’anno è stato anche l’anno in cui il progetto Openverse, la biblioteca multimediale che cerca di raccogliere tutto ciò che è libero nella rete, si è portato a casa il Open Education Award For Excellence a segnalare la bontà dell’idea. Due sono poi i progetti che sono stati lanciati: da una parte c’è il nuovo tema default Twenty-Twenty Four e dall’altra c’è il tool denominato Playground, che consente di creare direttamente da browser un ambiente WordPress in cui sperimentare temi e plugin. Da ultimo vale la pena ricordare anche il Site Editor che è stato reso più performante ma allo stesso tempo personalizzabile per rendere il lavoro più veloce. E di velocità si è parlato nel momento in cui Matt Mullenweg ha guardato all’anno prossimo.

Il 2024 di WordPress cambia marcia

Quello che ci è subito risultato evidente seguendo lo State of the Word di quest’anno è che la parola d’ordine sembra essere velocità. Mullenweg ha per esempio mostrato che l’idea per il 2024 è quella di rendere più facile la migrazione all’interno dell’ecosistema WordPress oppure da un ecosistema diverso a WordPress, ammettendo allo stesso tempo che la migrazione al momento risulta piuttosto farraginosa. Ma non è solo la velocità nel passare da un CMS ad un altro che interessa quanto anche la collaborazione e le performance.

Ed è per questo che Mullenweg ha ricordato che nel corso del 2024 verranno implementati sistemi che permetteranno una collaborazione in tempo reale con più utenti che potranno lavorare agli elementi di design e ai contenuti di uno stesso sito WordPress avendo il feedback immediato di questi cambiamenti e anche dei cambiamenti apportati dagli altri. Ancora velocità sarà poi quella che arriverà dai miglioramenti nelle performance che andranno ad accelerare la produzione di contenuti e il rilascio dei siti web costruiti con WordPress.

E viene da chiedersi: l’intelligenza artificiale?

Mullenweg ne parla nel suo intervento e in particolare mostra quello che Playground può fare con l’inserimento di uno spazio in cui parlare con l’intelligenza artificiale e chiedere per esempio la costruzione di un sito con alcune caratteristiche specifiche.

Ma, andando sempre a guardare al blog in cui sono raccolte quelle domande cui Mullenweg non ha risposto direttamente, ce n’è una che riguarda proprio le intelligenze artificiali: “avete in mente di fondere una qualche applicazione ai con il core di WP? WordPress avrà il suo LLM?”. La risposta inizia con un “credo che sarà davvero poco probabile” e viene articolata sottolineando che comunque “le funzionalità LLM saranno embeddate e inserite all’interno degli OS e dei browser in un modo tale per cui WordPress potrà utilizzarle come si fa proprio con Playground e WASM”. Il futuro di WordPress avrà quindi a che fare anche con l’intelligenza artificiale ma in un modo diverso e soprattutto etico.

A sottolineare questo aspetto un’altra risposta nella stessa sezione Q&A quando Mullenweg decide di rispondere proprio a chi chiede se ora che si sta lavorando all’integrazione della intelligenza artificiale in Playground ci si è preoccupati di controllare che i dati raccolti e utilizzati per addestrare l’intelligenza artificiale fossero stati raccolti in modo etico. Per questo aspetto specifico, Mullenweg ha ammesso che al momento non è chiaro il modello che verrà utilizzato oppure lanciato ma ha assicurato che “qualunque cosa faremo ci appoggeremo sulle attestazioni dei provider riguardo la legittimità sui dati utilizzati per il training e probabilmente sul prossimi 3-5 anni di casi portati in giudizio e regolamentazioni a riguardo“.

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