Come ridurre la frequenza di rimbalzo in 7 Mosse!

Ridurre frequenza rimbalzo

Sai cosa è la frequenza di rimbalzo? Si tratta di quel preoccupante “fuggi fuggi” che ti toglie il sonno: si chiama Bounce Rate, frequenza di rimbalzo, ed è il rapporto tra il numero di persone che accedono a una pagina e quelle che la abbandonano.

Ma perché la gente non si ferma sul tuo sito? Forse (risposta più ottimistica) perché trova subito ciò che cerca. Oppure (risposta più probabile), perché non lo trova e se ne va.

A questo c’è rimedio, anzi più di uno. Vediamoli insieme

Come ridurre la frequenza di rimbalzo in 7 mosse

#1. Pop-up

 pop up form per ridurre frequenza di rimbalzo

C’è chi trova i pop-up terribilmente fastidiosi e chi li considera un ottimo strumento di conversione.

Devi testarli: se un pop-up che appare troppo presto alza la tua frequenza di rimbalzo, prova a ritardarne un po’ la visualizzazione, lasciando che gli utenti visitino prima il sito.

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#2. Anche l’occhio vuole la sua parte

Un design ben curato rafforza la percezione positiva del tuo brand, quindi impara a guardare il tuo sito con occhio obiettivo anche dal punto di vista estetico.

#3. Migliora l’usabilità

Puoi seguire alcune regole di base per ridurre la frequenza di rimbalzo migliorando l’usabilità:

  • – Non snobbare le convenzioni: l’utente si aspetta di trovare certe cose in un determinato posto, non spiazzarlo;
  • Deglispazi vuoti tra un elemento e l’altro sullo schermo rendono più piacevole e più facile la navigazione;
  • Ma soprattutto, assicurati che si capisca al volo chi sei, cosa fai e cosa offri.

Ricorda che un sito facilmente fruibile è fondamentale per permettere agli utenti una ottima esperienza sulla tua piattaforma.

#4. Multimediale, ma non troppo

Contenuti video e audio possono dare grandi risultati, ma anche essere armi a doppio taglio. Usali pure, ma per ridurre la frequenza di rimbalzo devi seguire alcune regole:

  • Fa attenzione ai i contenuti con auto play, che possono dare all’utente l’impressione di non avere il controllo della navigazione. Effettua dei test sul bouce rate per valutarne gli effetti;
  • Inserisci delle call-to-action che guidino l’utente ai passi successivi;
  • Evita contenuti troppo lunghi, e inserisci solo quelli davvero interessanti.

Segui con attenzione queste regole, e vedrai un ottimo impatto sulla bounce rate del tuo sito.

#5. Parola d’ordine: velocità

wp-super-cache
Una ricerca ha evidenziato che gli abbandoni delle pagine crescono in modo esponenziale dopo 3-4 secondi di caricamento.
Anche il posizionamento su Google è influenzato dalla velocità, ricordalo quando carichi dei contenuti che possono rallentare il tuo sito. Google Webmaster Tools o il tuo programma di analisi possono dirti se la velocità è un problema, aiutandoti a ridurre la frequenza di rimbalzo.

#6. Come lo vedi sullo smartphone?

Le ricerche di Microsoft e altri studi avvertono: dal 2015 si navigherà più su smartphone che da computer fissi.

Il tuo sito è pronto per questo? Se non lo è, devi agire subito implementandolo con un “responsible design”.

Dovrai quindi fare in modo che sia ben visibile su ogni dispositivo mobile.

#7. Stringi stringi, il tuo sito è utile?

Dalla risposta a questa domanda dipende tutto. Chi visita il tuo sito cerca soluzioni, o riesci a dargliele subito oppure tutti i tuoi sforzi per ridurre la frequenza di rimbalzo saranno vani. Valuta bene i tuoi contenuti, e cerca di percepire fin da subito se siano realmente originali e utili almeno ad una parte consistente del tuo traffico.

Conclusione

In definitiva, tutto si riassume in questo: comunicare all’istante il valore del tuo sito. Tutti i tuoi sforzi devono concentrarsi su questo obiettivo. Facci sapere nei commenti gli esiti della tua battaglia contro il bounce rate, e se vuoi suggerisci anche tu delle armi per vincerla ;-).

Consulenza SEO per Siti in WordPress

Andrea Di Rocco

Andrea Di Rocco

Ciao! Sono Andrea, il webmaster di SOS WordPress. La mia missione è di aiutarti a diventare autonomo nel creare il tuo sito web, posizionarti sui motori di ricerca e guadagnare online grazie al tuo progetto. Oltre a questo voglio far si che tu spenda il minor quantitativo di soldi e tempo mentre raggiungi i tuoi obiettivi sul web. Conosciamoci nell'area commenti di questo articolo!

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5 commenti
  1. dice:

    Ciao Andrea,
    io ho testato che anche un semplice cambio di headline può far raggiungere risultati incredibili.
    Riuscire a catturare l’attenzione con le poche parole iniziali innesca la voglia o meno dei visitatori a continuare con la lettura. E’ certo, però, che il resto del contenuto deve essere altrettanto “efficace”…
    Complimenti per l’articolo!

    Rispondi
  2. dice:

    ciao,
    ottimo articolo!

    aggiungo un’ulteriore tips per ottimizzare il bounce rate.

    E’ importante avere le call to actions in posti “furbi”, di modo da far sì che l’utente continui la navigazione sul sito.

    Ad esempio: se sono su un blog e leggo un post, quando giungo alla fine o chiudo il tab e scappo via, oppure magari posso trovare un post correlato che mi consenta di continuare la navigazione

    Rispondi

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