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WordPress accessibile, cosa ci insegna l’esperienza BlIND di Elena Brescacin

costruire wordpress accessibile per tutti
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La piattaforma di WordPress costruisce poco meno della metà dei siti web di tutto il mondo. Questo significa che tra i molti utenti che possono capitare sul tuo sito non tutti sono in grado di sperimentare la realtà come te.

Rendere il tuo sito WordPress accessibile è quindi un modo innanzitutto per riconoscere che il mondo va oltre anche quel tuo famoso target audience fatto con il tagliabiscotti. In uno dei suoi interventi più recenti, però, Elena Brescacin ha voluto puntare l’attenzione su un altro aspetto che riguarda comunque l’accessibilità della piattaforma: un WordPress accessibile per chi costruisce siti web.

come usare wordpress se hai una disabilità
Costruisci il tuo sito WordPress senza confini, come trovare l’accessibilità – sos-wp.it

Per questo motivo abbiamo voluto fare una riflessione proprio a partire dall’esperienza di Brescacin per vedere che cosa ancora si può fare e come ci si può approcciare alla piattaforma di WordPress perché sia sempre più democratica e aperta.

WordPress accessibile, sì ma che significa?

In generale, quando si parla di accessibilità sul web si parla di rendere i contenuti fruibili da un numero più ampio di utenti che comprendono anche quei soggetti con disabilità di vario tipo. Possono essere soggetti con disabilità visive, motorie, uditive, cognitive. Tenere presente tutti quelli che possono essere i vari bisogni e le necessità di questi gruppi di utenti può non essere facile ma ci sono una serie di linee guida che aiutano.

Per esempio far sì che il tuo sito web sia dotato di tutti i markup e i tag necessari affinché le applicazioni screen reader possano indicare a un lettore ipovedente o non vedente quello che c’è sullo schermo e ne possano aiutare la navigazione. Allo stesso modo potresti pensare di scegliere un font più leggibile e una palette a contrasto elevato. La costruzione di un sito accessibile passa però anche per esempio attraverso una struttura facile per chi è in grado di vedere bene ciò che c’è sullo schermo ma ha difficoltà a comprendere e a riconoscere subito gli elementi di navigazione.

Un’interfaccia semplice può fare molto di più che non una scelta creativa ma incomprensibile. Per aiutarti puoi installare alcuni plugin che migliorano l’esperienza. Un altro aspetto è quello dei contenuti aggiunti al testo: link e immagini. Ricordati di compilare il campo del testo alternativo per dare a tutti modo di capire quello che c’è nell’immagine. E allo stesso tempo ricordati di essere il più chiaro possibile nel momento in cui inserisci un link.

Questi però sono elementi di accessibilità lato utente finale. Che cosa si può fare invece, se quello che deve essere il WordPress accessibile è la piattaforma di partenza e non il prodotto finale?

WordPress accessibile per i costruttori di contenuti

Dopo aver visto a grandi linee che cosa si intende per accessibilità e come puoi migliorare l’accessibilità del tuo contenuto se hai a cuore anche l’eventuale presenza di utenti con disabilità, entriamo più nel dettaglio riguardo quello che invece può significare progettare siti web quando per esempio si ha una disabilità visiva. I tre aspetti principali del talk tenuto da Brescacin durante l’esperienza WordCamp 2023 di Verona, di recente entrato anche sul canale YouTube di WordPress, riguardano proprio l’accessibilità per quei creatori di contenuti che non possono sperimentare i plugin e la piattaforma di Gutenberg come gli altri.

La prima riflessione da fare è quindi proprio a partire da Gutenberg. L’editor a blocchi può risultare estremamente comodo. Una delle funzioni su cui vale la pena concentrarsi è la possibilità di navigare nei menu attraverso la tastiera. In modalità navigazione il pannello di Gutenberg diventa immediatamente più accessibile anche per chi ha una disabilità visiva. Ma ovviamente c’è ancora molto lavoro da fare ed è per questo che proprio WordPress ha un suo Accessibility Team che ha il compito di esaminare ogni aspetto della costruzione dei siti web attraverso WordPress per far sì che le funzionalità siano per tutti.

Nel suo intervento anche Elena Brescacin ribadisce come il fatto che Gutenberg risulti accessibile deve essere la condizione principale per l’attività ma occorre che questa accessibilità sia totale. Un altro aspetto riguarda i plugin. Questi elementi vitali dell’esperienza di qualunque sviluppatore che utilizza WordPress a volte sono costruiti in modo da poter essere utilizzati anche da gestori di siti web con disabilità ma tante volte sembra invece che ci si dimentichi delle linee guida relative all’accessibilità del web.

Anche per quello che riguarda i plugin, sul sito ufficiale di WordPress per l’accessibilità c’è una sezione che riguarda questo tema. In apertura si legge che “non ci sono requisiti per l’accessibilità dei plugin nella directory di WordPress“. Il che significa che tecnicamente non c’è nessun obbligo affinché uno sviluppatore di plugin debba preoccuparsi che un suo possibile utente possa avere problemi nella fruizione del codice che ha scritto, “comunque sei fortemente incoraggiato a considerare l’accessibilità nel momento in cui crei o aggiorni i tuoi plugin”.

Per lo sviluppo di un plugin che sia accessibile lato utente e lato il gestore dovresti per esempio prendere l’abitudine di aggiungere un label ai vari campi, utilizzare elementi button e input per quello che effettivamente deve comportarsi come un pulsante, rendere più facile l’identificazione di un eventuale errore nella compilazione di un campo, utilizzare colori adeguati e con un contrasto leggibile. Abbiamo in un’altra occasione già parlato di quanto è importante rendere il tuo sito WordPress accessibile per l’utente finale e anche sull’importanza che va data ai colori scelti per il tuo sito WordPress.

Ma se oltre ad usufruire della piattaforma sei anche uno sviluppatore di plugin e di elementi accessori, per esempio i temi, tieni presente che un WordPress accessibile significa anche un WordPress che funziona meglio per chi crea contenuti e che potrebbe trovare interessante quello che offri ma essere poi respinto per la mancanza di alcuni elementi che lo aiutino nella navigazione e nell’utilizzo.

L’accessibilità ai tempi dell’intelligenza artificiale

Un’ultima interessante riflessione a partire dall’intervento di Elena Brescacin la vogliamo fare sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La content creator racconta infatti di utilizzare uno strumento che le consente di avere una descrizione dell’immagine che vorrebbe utilizzare all’interno del suo blog. Uno strumento che analizza l’immagine attraverso l’intelligenza artificiale ed è in grado di comprendere quello che c’è per riproporlo sotto forma di testo, eseguendo quella che potremmo definire una traduzione transmediale.

Ed è forse proprio in questo ambito, oltre quelle che potrebbero essere le storture e le brutture di un utilizzo delle IA fatto solo per cercare di arrampicarsi nel SERP, che potremmo vedere una buona integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di creazione e gestione dei contenuti. Una dimostrazione di come sia l’utilizzo a rendere buona o cattiva una tecnologia.

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