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Accessibilità, WordPress e il futuro: intervista a Roberto Abutzu

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Parlare di accessibilità per quello che riguarda la tecnologia se si ha un certo punto di vista, e semplicemente non si tocca con mano o non si sperimenta sulla pelle una condizione diversa dalla normalità, può non essere semplice.

Per questo motivo, per evitare luoghi comuni e stereotipi abbiamo intervistato Roberto Abutzu, programmatore non vedente, cui abbiamo fatto un po’ di domande per farci raccontare degli strumenti e delle strategie che mette in campo nel suo lavoro.

strumenti per wordpress accessibile a programmatori e utenti
Quando WordPress è accessibile? Che ruolo hanno i programmatori e i web designer? – sos-wp.it

Su Quora, Reddit, anche solo facendo una domanda a Google è possibile trovare persone che chiedono “può un non vedente fare il programmatore?” “come fanno i non vedenti a fare i programmatori?” e noi giriamo a te la domanda, in modo molto provocatorio ovviamente: può un non vedente fare il programmatore e utilizzare gli strumenti tecnologici più comuni? Come fai?

Roberto: Ciao a  tutti. Studiare programmazione è una attività che svolgo esattamente come fanno tutti. A causa di molti software inaccessibili per programmare, (intendo che la mia sintesi vocale non legge nulla nonostante a schermo siano presenti dei contenuti), l’impegno iniziale è il recuperare software e soprattutto editor che mi permettano di scrivere codice, leggerlo e correggerlo quando serve. Quando operavo in HTML 5 e CSS 3, utilizzavo Blocco Note o Notepad, rinominando poi l’estensione del file creato.

Attualmente WordPress mi permette di creare siti anche senza codice.

Vorrei precisare che non mi occupo di grafica. Mi occupo dei contenuti in un sito e degli elementi che lo compongono: link, pulsanti, form, elenchi. Sono in grado di ridimensionare un’immagine, caricarla nella libreria e inserirla correttamente nel sito. Ma io l’immagine non la vedo. Potrebbe essere sfocata, capovolta, tagliata. Per quello ci vuole un vedente e non ci sono software o tecnologie che possano farmi comprendere se una immagine è visibilmente gradevole in un sito. Ci sono limiti dovuti alla mancanza della vista. Quello è un senso che non può essere sostituito.

Strumenti digitali e accessibilità

Parlando del tuo lavoro, come si svolge una giornata tipo, salta il caffè magari, quale è la tua routine e quali gli strumenti che utilizzi più di frequente?

R: Per lavoro utilizzo il pc e il mio iPhone. Per operare fisicamente su un sito utilizzo un pc fornito di un software, Screen Reader, che segue l’ordine degli elementi in una pagina web. Di conseguenza ne legge il contenuto e mi permette di modificarlo ove necessario.

Importante: quando affermo che leggo una pagina, non intendo dire che leggo passivamente una pagina intera. Lo screen reader mi permette di navigare per elementi rendendo la navigazione più fluida.

Alcuni esempi: se voglio navigare per intestazioni premo la lettera H, header. Per i pulsanti utilizzo la lettera b: button. Per i form la lettera f. Elenchi la lettera L, per gli elementi di un elenco la lettera I, items. Lo screen reader mi permette anche di mettere in elenco tutti i link, tutti i pulsanti, tutte le intestazioni. E sulle intestazioni, premendo i numeri da uno a sei della tastiera estesa, navigo tra le intestazioni nel livello indicato: Intestazione 1, il nome del sito e premo il tasto uno, livello 2, sono le suddivisioni della pagina e premo il tasto due. E così via.

Importante è sapere che questi software mi permettono di navigare per elementi. Quindi se, ad esempio, premo la lettera G, grafico, il mio focus scorre tra le immagini e la sintesi vocale non mi dice il nome dell’immagine significa che il programmatore non ha compilato il campo ALT, dove viene assegnata la descrizione dell’immagine. In questo caso la sintesi mi vocalizza solo grafico. Ma cosa contiene quel grafico? Potrebbe anche essere la bandiera italiana e io non posso saperlo. Bisogna sempre inserire l’attributo ALT.  

Lo stesso discorso vale per i link o i Form non etichettati correttamente. La sintesi vocale può dirmi che mi trovo in un campo di editazione ma è stata etichettata l’etichetta? In questo caso io non posso sapere cosa devo inserire in quel campo.

Semplifichiamo maggiormente usando Google. Un campo di editazione dove mi dice: Cerca, editazione. Editazione significa che posso scrivere, Cerca è l’etichetta di quel campo e quindi indica che verrà avviata una ricerca. Premo il tasto Tab e mi sposto al pulsante Cerca. Capisco che è un pulsante, lo attivo con Invio e mi è chiaro che questo pulsante conferma la ricerca scritta nel campo precedente.

Quindi, non opero in una pagina web in modo passivo. Navigo fisicamente tra gli elementi. Questo accade perché lo Screen Reader utilizza due cursori: quello di Windows e le frecce direzionali che intercettano tutti i contenuti consecutivamente. Il cursore di Windows, utilizzato con il tasto Tab, sposta il focus solo sugli elementi che possono essere attivati o che fanno una operazione fisica. Quindi, il cursore dello Screen Reader mi permette di leggere anche il testo che non esegue nessuna operazione.

Quanto e come sono cambiati i CMS da quando hai iniziato a lavorare?

R: L’accessibilità negli ultimi anni è migliorata tantissimo. Il pannello di WordPress lo gestisco totalmente. Ho a volte dei problemi di accessibilità in alcuni Template. Con il tempo ho compreso i Template accessibili e utilizzo prevalentemente quelli.

L’unica difficoltà che incontro con WordPress risultano le finestre promozionali dei plugin. Restano in primo piano e il pulsante per chiuderle è inaccessibile. Quindi mi viene nascosta la bacheca e gli elementi contenuti. Una cosa che vorrei precisare: un sito accessibile non agevola solo me in quanto cieco. Identificando correttamente gli elementi di una pagina web, si snellisce il lavoro dei browser rendendoli più veloci. E soprattutto la pagina viene vista correttamente in tutti i dispositivi. Un elemento etichettato correttamente viene visualizzato ovunque in quanto i browser, anche quelli dei dispositivi mobili, lo riconoscono.

Quanto è accessibile WordPress?

Il tool o la feature preferita di WordPress? Il tool o la feature di WordPress che invece vorresti cancellare dalla faccia della Terra?

R: Direi che allo stato attuale non ho grosse preferenze. Gli strumenti di WordPress sono accessibili e usabili. Nelle ultime versioni fatico con la barra degli strumenti posta in alto, fatico a raggiungerla. Che cancellerei da WordPress? Come scritto prima, le finestre dei plugin, sia informativi che commerciali che risultano bloccanti per il mio lavoro.

In qualità di programmatore, cosa vorresti fosse implementato in WordPress per renderti il lavoro più comodo?

R: Avere un accesso più immediato alla bara degli strumenti. Si potrebbero identificare in modo diverso alcuni elementi nelle tabelle, ogni voce è un link e onestamente sono troppi da scorrere. Però è anche vero che tutti quegli elementi fanno parte di WordPress e sono utilissimi. Non è possibile stravolgere un software perché ha tante funzioni. WordPress ha dei tasti di scelta rapida che aiutano a snellire il lavoro. Capita con gli aggiornamenti che a volte alcuni tasti non funzionino o non siano presenti. Basterebbe inserire queste scorciatoie da tastiera e mantenerle sempre. Un esempio: con CTRL + S salvo la bozza. Non esiste però un comando per il pulsante Pubblica o Aggiorna.

accessbilità dei siti wordpress su apple e android, quali le differenze
Accessibilità e software open source, le sfide da affrontare – sos-wp.it

Come siamo messi in quanto ad accessibilità dei software, degli OS e dei device dal punto di vista degli utenti?

R: L’accessibilità cresce veloce. Tanto Windows che Mac oramai sono utilizzabili totalmente con gli Screen Reader. Esclusi naturalmente i software che permettono di modificare video o immagini. Ma non vedendo, quei software non potrei usarli comunque. Come dispositivo mobile utilizzo l’iPhone che è totalmente accessibile. Lo utilizzo per tutto: leggo le notizie, leggo libri, uso i social, opero in internet, tutte le applicazioni o quasi sono accessibili. Gestisco il sito dei miei libri dall’applicazione di WordPress per iPhone.

Diverso il discorso Android. Il sistema integra uno Screen Reader ma gestisce poco del sistema operativo. Essendo un Open Source, ogni costruttore può modificare la grafica secondo le sue preferenze. Questo può avere come conseguenza che abbiamo due cellulari diversi Android, di marche diverse con la stessa versione della release. Uno è accessibile e l’altro no. Dipende sempre da quanto poi i costruttori etichettino i vari elementi all’interno del sistema operativo. Con Apple questo problema non si pone. Il SO viene gestito solo da loro e risulta sempre tutto ben etichettato.

Toolset e mindset

Immagina di parlare a un ragazzo o a una ragazza che vogliono intraprendere la tua carriera, cosa vorresti dire loro? Quali strumenti consiglieresti e soprattutto quale mindset?

R: La strumentazione è quella di tutti i tecnici, computer e dispositivi mobili. Consiglio sia Mac che Windows, Apple sia l’iPhone che gli iPad. Nei dispositivi Windows bisogna installare gli Screen Reader. I più diffusi sono due: Jaws, Screen Reader a pagamento, ed NVDA, un Screen Reader Open Source, gratuito seguito a livello mondiale dalle associazioni per disabili visivi di tutto il mondo.

Li consiglio entrambi perché operano in maniera differente e può capitare che a seconda del software utilizzato possa funzionare meglio l’uno o l’altro. NVDA comunque gestisce completamente Windows e, come Jaws, ha la possibilità di gestire anche un display braille. Questo strumento è un hardware che si collega al PC e che ha 40 celle dove appaiono i punti braille. Vengono riportate le informazioni del focus. Semplificando, nel display braille mi viene scritto in braille quello che mi vocalizza la sintesi vocale. Personalmente non utilizzo il braille ma riconosco che può essere un valido strumento. Nei sistemi operativi di Apple non serve installare nulla. Apple ha già di suo il Voice Over, uno Screen Reader, e gestisce tutti i display in commercio. Esistono anche dei display braille collegabili via bluetooth agli iPhone o gli iPad.

Sul modo di porsi in questo lavoro, un po’ come in tutti i lavori, serve la curiosità, la voglia di imparare e soprattutto il non farsi spaventare dai limiti che può dare la cecità. Purtroppo, e questa è una mia opinione, manca l’informazione a livello sociale di cosa sia e cosa possa fare un cieco. Tante volte la gente mi chiede come faccio a utilizzare un pc o un dispositivo mobile. Eppure io gestisco WordPress. E non sono l’unico, tanti lo fanno.

Un non vedente oggi può gestire totalmente un sistema operativo. Qualsiasi applicazione del pacchetto Office è gestibile da un non vedente. Serve determinazione e serve carattere. Purtroppo sino ad oggi i ciechi vengono spinti ai centralini o a fare i fisioterapisti. Ma i centralini stanno scomparendo. E i corsi per formare i centralinisti sono obsoleti. Il centralinista è la prima persona che un potenziale cliente incontra in una azienda. Deve essere super professionale, conoscere bene le lingue straniere ed avere anche la capacità di assecondare e accontentare il cliente.

La cecità non limita la professionalità. Basta applicarsi e, dove serve, scontrarsi. Io mi sono sempre rifiutato di fare il centralinista. Sono diventato cieco a trenta anni e mi son rimesso in gioco riprendendo gli studi. Concludendo, gli strumenti esistono e sono molto validi. Voglia di imparare e voglia di lavorare. E migliorarsi sempre. La cecità era limitante, nel lavoro intendo, il secolo scorso, non nel 2023.

E ora immagina di parlare con Roberto, cosa vorresti dire al tuo sè di quando avevi dieci o dodici anni?

R: Difficile questa risposta. Io posso dire di aver avuto due vite. Una da vedente, finita a trenta anni e una da non vedente, l’attuale. I miei studi della prima vita erano basati su una vita lavorativa da vedente. Studiavo all’istituto tecnico industriale e il disegno tecnico pensavo fosse il mio futuro. Ho scoperto la malattia, Retinopatia Pigmentosa, due mesi dopo che ho finito il servizio militare. La vista l’ho persa totalmente in dieci anni circa. Non avrei consigli da dare al mio Sè di dodici anni. Non di certo riguardanti la vita lavorativa. Io non lo sapevo che sarei diventato cieco.

A livello caratteriale forse mi consiglierei un po’ di tenacia in più. Quella l’ho dovuto forzatamente tirar fuori da grande. E, dirò una cosa che a tutti pare assurda, per me la cecità non è un problema. Non più. Non ci penso mai e non vivo cercando medici guaritori in rete. Sto bene così. Manca l’autonomia, soprattutto in una terra come la Sardegna, ma le diottrie non mi tormentano le giornate.   

Il futuro tra umano e IA

strumenti per una programmazione wordpress accessibile
Quali sono gli strumenti per fruire di internet e di un sito WordPress in caso di disabilità? – sos-wp.it

Una domanda sul futuro: tante maestranze tecnologiche e creative di vario tipo temono che le IA possano portare via posti di lavoro. Tu come vedi l’intelligenza artificiale, in generale e nel tuo lavoro? Hai provato ad utilizzarla? Cosa pensi possa fare per i non vedenti e gli ipovedenti?

R: Io credo che per queste categorie, non vedenti e ipovedenti, qualsiasi lavoro possa essere fatto a un computer può andar bene. Forse l’intelligenza artificiale, quando davvero sarà intelligente, potrebbe interfacciarsi con il mio monitor e dirmi lei tutto ciò che il mio Screen Reader non legge.

Non ho ancora fatto un uso completo di questa tecnologia. È  ancora primitiva. E, per quanto in futuro possa diventare utile, io non la vedo così promettente. Ho l’impressione che sia più dannosa che una risorsa. Con il tempo, una macchina fornita di una intelligenza che può imparare e crescere diventa a tutti gli effetti un essere senziente con tutti gli istinti.

Davvero riusciremo a controllare qualcosa che è superiore a noi?

Sotto il punto di vista lavorativo diventerebbe un ulteriore problema. E non credo al fatto che tutti potremo scoprire lavori diversi. Se fanno tutto le macchine, qualcosa dovremo inventarci. Per quanto io sia un tecnico, ritengo che tutto debba avere un limite, anche queste nuove tecnologie. Concepisco l’intelligenza artificiale in molti settori (sanitari, scientifici, spaziali) non di certo a progettare e costruire palazzi. Però devo ammettere che io sono ignorante in questa materia e forse anche spaventato dalla presunzione di chi la sta sviluppando. Vedremo in futuro dove potrà arrivare questa tecnologia. Io, ultimamente ho scritto un mio romanzo e in passato ho scritto per altri. In molti lasciano all’intelligenza artificiale il compito di scrivere romanzi o storie. Ecco, dove inizia e finisce l’arte? E, soprattutto, chi è davvero l’artista?

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